5 per mille
• Cosa può fare il contribuente? (persona fisica)
In occasione della dichiarazione dei redditi, può destinare fino a 3 differenti parti del proprio gettito Irpef:
- il 5 per mille ad un ente con finalità di interesse sociale (ad es. un circolo NOI);
- l’8 per mille alla Chiesa Cattolica o altra Istituzione religiosa;
- il 2 per mille in favore di un partito politico;
Le scelte, che non sono in alcun modo alternative tra loro e possono essere tutte espresse, non determinano maggiori imposte. Quindi in fase di dichiarazione dei redditi basta apporre la firma nell’apposito riquadro andando a specificare il codice fiscale del circolo di interesse:

• Il beneficiario – Accesso (ente / circolo)
Gli enti iscritti nel Registro Unico Nazionale del Terzo Settore e nell’elenco permanente del 5 per mille sono accreditati al beneficio senza necessità di ulteriori adempimenti.
L’ente che invece non ha ancora effettuato l’accreditamento, può esprimere l’intenzione a participare al riparto del 5 per mille selezionando la casella di controllo apposita e inserendo le coordinate bancarie dell’ente all’interno dell’utenza certificata del proprio utente tenuta dal Registro.
• Rendicontazione 5×1000
Il D.Lgs. 3.07.2017, n. 111, che ha riformato l’istituto del 5 per mille dell’Irpef, ha introdotto ulteriori obblighi di trasparenza delle somme percepite, oltre a quelli già vigenti. In particolare, accanto alla redazione del rendiconto, unitamente alla relazione illustrativa, che descrive la destinazione e l’utilizzo del contributo percepito, è prevista la pubblicazione, sul sito web dell’ente, degli importi percepiti e del relativo rendiconto. La redazione del rendiconto è da effettuarsi entro 12 mesi dall’effettiva percezione dell’importo spettante unitamente ad una relazione illustrativa.
Rendiconto e allegati devono essere conservati per 10 anni presso la sede legale o altra sede da notificare ed essere messi a disposizione del Ministero qualora ne faccia richiesta, unitamente ai giustificativi di spesa annullati da apposita dicitura attestante che la spesa è stata sostenuta con la quota del 5 per mille percepita per l’anno di riferimento.
I costi indicati nel rendiconto sono unicamente quelli sostenuti con la quota del 5 per mille.
Spese non rendicontabili:
- non possono derivare da obbligazioni che il soggetto beneficiario abbia assunto prima della comunicazione dell’avvenuta approvazione degli elenchi definitivi degli ammessi;
- non è possibile utilizzare la somma percepita per coprire, in tutto o in parte, le spese di pubblicità sostenute per fare campagna di sensibilizzazione sulla destinazione della quota.
È possibile accantonare in tutto o in parte l’importo percepito. L’ente beneficiario deve specificare, nella relazione allegata al rendiconto, le finalità dell’accantonamento effettuato ed allegare il verbale dell’organo competente previsto dallo statuto in cui viene deliberato l’accantonamento e specificata la destinazione delle somme. Inoltre, l’ente beneficiario dovrà allegare tutta la documentazione relativa al futuro utilizzo delle somme (es. in caso di accantonamento per costruzione immobile o sua ristrutturazione l’ente dovrà allegare permessi di costruzione, progetti e/o preventivi di spesa).
Si ricorda che, mentre la redazione del rendiconto e della relazione illustrativa è obbligatoria per tutti i soggetti beneficiari, indipendentemente dalla somma ricevuta, l’invio degli stessi all’amministrazione competente riguarda solamente gli enti che hanno percepito un contributo pari o superiore a 20.000 euro. Allo stesso modo, le linee guida hanno precisato che l’obbligo di pubblicazione di rendiconto e relazione sul sito web dell’ente non riguarda la generalità dei beneficiari, ma solo quelli che hanno percepito un contributo di importo pari o superiore a 20.000 euro.
Si precisa che, per gli enti che hanno ricevuto un contributo pari o superiore a 20.000 euro, e quindi devono inviare i documenti all’amministrazione competente, oggetto della trasmissione sono esclusivamente il rendiconto e la relazione illustrativa, con esclusione dei giustificativi di spesa.
I termini di invio e pubblicazione sul sito web del rendiconto per gli enti che superano i 20.000 euro sono stabiliti annualmente, in base alla data di pagamento delle varie tranche da parte del Ministero.
ALLEGATI:
Linee guida rendicontazione
Modello A rendiconto 5×1000
Modello B rendiconto 5×1000
Fac-simile lista giustificativi