Pellegrinaggio ad Assisi sui passi di Francesco
Dal 30 maggio al 2 giugno 2026 l’esperienza promossa da Pastorale Giovanile e Azione Cattolica di Crema: preghiera, fraternità e una veglia “speciale” sulla tomba del Santo
Un pellegrinaggio vissuto come un’esperienza da attraversare, più che un semplice viaggio. Quattro giorni intensi, fatti di passi condivisi, fraternità, preghiera e stupore: da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno un gruppo di 23 giovani provenienti da alcune parrocchie del cremasco ha partecipato al pellegrinaggio diocesano ad Assisi promosso dal Servizio per la Pastorale Giovanile e dall’Azione Cattolica di Crema, accompagnato da don Giovanni Viviani e don Nicholas Sangiovanni.
“Fatti trovare, FRA!”, questo il titolo scelto per l’esperienza: un invito a mettersi in cammino sui passi di Francesco e Chiara, in luoghi che ancora oggi custodiscono una forza spirituale sorprendente. Ospitati presso Casa Frate Jacopa, a Santa Maria degli Angeli, i partecipanti hanno potuto visitare i luoghi più significativi: dalla Basilica di Santa Chiara all’Eremo delle Carceri, da San Damiano alla Porziuncola, fino alla Basilica di San Francesco. Non è mancato il tempo personale, alternato ai momenti comunitari e alla possibilità di sostare nel silenzio, lasciandosi interrogare dal messaggio di Francesco.
Già prima della partenza era stato suggerito uno stile preciso: non una “gita organizzata”, ma giorni “da abitare e attraversare”, senza sapere tutto in anticipo, imparando a fidarsi del cammino, del gruppo e delle sorprese custodite lungo il percorso. Proprio una sorpresa si è rivelata uno dei momenti più intensi dell’intero pellegrinaggio: la sera di lunedì 1° giugno, il gruppo ha avuto la possibilità di sostare presso la tomba di San Francesco, all’interno della Basilica, in un tempo di preghiera dal titolo Francesco vive.
La veglia si è articolata in tre momenti capaci di intrecciare il cammino di Francesco con le domande dei giovani: Nudo il chicco nella terra – “non voglio apparire, voglio essere vero” – ha invitato a lasciar cadere il peso delle attese. Ferite che fruttificano – “non voglio possedere, voglio donare” – ha aperto uno spazio di riflessione sul dolore, sulle ferite personali e sulla possibilità che diventino luogo di dono e generatività. Infine Da vivo a vivente – “non voglio durare per forza, voglio vivere davvero” – ha accompagnato i giovani a interrogarsi su cosa significhi scegliere una vita piena. È stato un tempo segnato da raccoglimento e commozione. A conclusione della veglia, a ciascuno sono stati consegnati alcuni semi, insieme a un invito semplice ma carico di significato: prendersene cura una volta rientrati a casa, farli germogliare, come segno concreto che è anche, allo stesso tempo, un simbolo che rappresenta la stessa vita di Francesco.
Nel corso del pellegrinaggio, da segnalare anche l’incontro con le Clarisse nel Protomonastero di Santa Chiara e la “festa del perdono”, un tempo per le confessioni che ha preceduto la visita alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e l’Indulgenza della Porziuncola.
Prezioso è stato l’accompagnamento delle francescane missionarie di Gesù Bambino (🔗) in particolare suor Anna e suor Giulia, che hanno condiviso il cammino con il gruppo consegnando riflessioni, meditazioni e testimonianze di grande valore, capaci di accompagnare i giovani dentro le domande più vere della vita. Riconoscenza anche per le francescane Alcantarine che, oltre all’ospitalità, hanno condiviso alcuni momenti significativi del pellegrinaggio.