Il 21 marzo a Crema il festival “Tribù Digitali”
Una giornata per riflettere, formarsi e sperimentare: il festival “Tribù Digitali” coinvolge comunità ed educatori a vivere il digitale con responsabilità e nuove competenze
Il mondo digitale non è più semplicemente uno strumento, è un ambiente di vita quotidiano: uno spazio ricco di opportunità, ma anche di domande educative nuove che interpellano profondamente la nostra comunità cristiana. Da questa consapevolezza, nell’ottobre del 2024 – grazie alla collaborazione tra il Servizio diocesano per la Pastorale Giovanile e degli Oratori e il Consultorio familiare diocesano Insieme – è nato il progetto “Tribù Digitali – Linguaggi e buone connessioni in oratorio”. Un percorso fatto di ascolto, formazione e sperimentazione – anche attraverso il gioco-laboratorio itinerante LogOut – che ha raccolto domande, fatiche e intuizioni dei più giovani sul loro modo di abitare il digitale.
Questo cammino è giunto a un momento significativo: sabato 21 marzo, si terrà a Crema l’omonimo festival “Tribù Digitali”, una giornata-evento che rappresenta insieme una tappa conclusiva e un nuovo punto di partenza per il lavoro educativo nelle Unità Pastorali. Nel corso della mattinata sono previsti due appuntamenti: dalle 9.30 alle 12, presso il Centro Giovanile San Luigi di Crema, il convegno dei catechisti dal titolo “Ragazzi e catechisti nel continente digitale” a cura dell’Ufficio Catechistico. Interverrà don Mattia Magoni, docente di catechetica e comunicazioni sociali all’Istituto teologico di Bergamo. Prevista anche una Conferenza per gli studenti, a cura di Mariarosa Lommi del CREMIT (Centro di Ricerca sull’Educazione ai Media, Innovazione e Tecnologia) dell’Università Cattolica di Milano. L’obiettivo è aiutare gli studenti delle scuole superiori della città a comprendere le potenzialità generative degli ambienti digitali. Tra i temi: informazione e algoritmi, Intelligenza Artificiale e linguaggi della Gen Z.
Dalle 14.30 alle 18.00, saranno gli spazi del Consultorio diocesano in via C. Urbino 23 a Crema a ospitare un ricco pomeriggio di laboratori, incontri, stand e opportunità formative per educatori, insegnanti, genitori e per tutta la comunità educante. Alle 14.30, l’apertura degli stand dove diverse realtà del territorio presenteranno materiali, esperienze e proposte: la Libreria Ubik di Crema, con una selezione di testi sul tema, l’Associazione ludico-culturale “La Torre Nera” che risponderà a curiosità sui giochi da tavolo e proporrà coinvolgente esperienze di gioco offline, fino alla Polizia Postale, i Centri per le famiglie e i servizi diocesani coinvolti.
Cuore pulsante del pomeriggio saranno i laboratori, distribuiti in più fasce orarie. Dieci le proposte complessive, tra cui esperienze sulla lettura come risorsa educativa, riflessioni sulle buone pratiche digitali con i minori, attività di gioco “oltre lo schermo”, un laboratorio teatrale per esplorare il rapporto tra corpo e digitale. Non mancheranno occasioni di dialogo tra generazioni, per confrontarsi sui cambiamenti nei linguaggi e nelle relazioni. Per scoprirli nel dettaglio e pre-iscriversi, cliccate qui.
Accanto ai laboratori, alcuni momenti di incontro offriranno spunti di approfondimento su temi particolarmente attuali. Tra questi, alle 15 il talk della Polizia Postale dal titolo “Quando uno scherzo diventa reato: i social, gli adulti, le responsabilità”, alle 16.15 la testimonianza di don Manuel Belli, missionario digitale e abile comunicatore conosciuto per il suo canale “Scherzi da prete” (con più di 50 mila iscritti su YouTube e oltre 33mila su Instagram), che racconterà come sia possibile comunicare in modo autentico la fede anche negli ambienti online. Infine, alle ore 17.30, la narrazione di due esperienze nel Cremasco: i Patti Digitali nelle scuole e il progetto Tribù Digitali negli oratori; un intervento curato dall’équipe di lavoro che ha coordinato il percorso verso i Patti Digitali di comunità nelle scuole primarie e secondarie della città e dagli operatori del Consultorio diocesano.
Il festival non vuole essere affatto la conclusione di un percorso, ma l’avvio di uno stile condiviso: un modo di abitare il digitale con maggiore consapevolezza, capace di generare relazioni significative, corresponsabilità educativa e nuove competenze. L’invito è rivolto a tutti coloro che, a diverso titolo, si sentono coinvolti in questa sfida educativa: perché il digitale, oggi, è davvero una “terra di missione” che riguarda l’intera comunità.